Chi mi salva da me stessa?

Questo giochino non mi piace, eppure ci casco con frequenza 1 a 10. Tutte le volte penso che stiamo a fare un gran casino, che non è il caso di far cazzate, che ci vogliamo male e finiremo per perderci… poi però siam punto e daccapo.
E sono stanca, sì sono stanca anche io.  Sono stanca e vorrei chiuderla qui, anche stavolta.

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Piccoli sogni che casualmente diventano realtà

Decido di restare in giro, piuttosto che tornare a casa dopo una cena che non includeva un dopo cena di lunga durata.
Penso di raggiungere quindi gli altri compari di avventura musico-teatrale.
Mi metto alla guida e in mezz’oretta sono al punto di destinazione, cerco il parcheggio meno pericoloso pensando al buio che mi accoglierà alla fine della serata. Scendo dalla macchina e vado verso la festa, non prima di essermi segnata nel cellulare i riferimenti per ritrovare la macchina in quel paesino che conosco davvero poco.
Ad un certo punto mi sento chiamare da una del gruppo, ed eccoli tutti lì pronti a fare la loro piece di 4 minuti. Mi guardo intorno e c’è pure lui, il cantante del mio gruppo preferito.  Ci conosciamo e abbiamo già parlato una volta, dato che io li seguo da così tanto tempo e nei luoghi più sperduti, per cui sicuramente non potevo passare inosservata.
Ma questa sera è magica, mi metto a parlare con lui, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo e tra una chiacchiera e l’altra lui mi chiede se voglio ascoltare in anteprima il loro cd. E’ un piccolo grande sogno che si realizza, in una piazza di un paesetto sconosciuto, mi isolo da tutto e con le mani sulle cuffiette, seduta su un marciapiede, ascolto in anteprima, una canzone con musica d’onde a cui segue una un po’ più allegra e no-sense che però ha una base musicale nuova, il loro primo successo e un’altra presa da uno spettacolo live. Nel mentre partono i fuochi d’artificio, proprio sopra la mia testa. Mi sposto a piedi verso di lui e comincio a commentare. E così passa la sera, e arriviamo poco dopo la mezzanotte che la festa finisce, le luci si spengono, un bacio sulla guancia come fosse un amico di sempre e sapere di rivederlo tra una quindicina di giorni. Bello.

Asincronismi

Forse pensare non semplifica le cose… semplicemente le complica!

Il problema nei rapporti, alla fine, è l’asincronia. E’ difficile pensare di pari passo. Bene o male la decisione la prende uno, spesso a targhe alterne, oppure ad alzata di mano.

…e va bene così… o forse va male… sinceramente non riesco a capire la differenza!

Certo ci penso che sarebbe sicuramente stato diverso senza tutto quel bagaglio di conoscenza reciproca alle spalle che secondo me, in certi casi, invece di essere una agevolazione diviene solo un peso. Ma poi in realtà so che non sarebbe stato. Perché quel bagaglio è stato rampa di lancio e cuscinetto e salvagente.

E so che questa cosa deve essere l’interruttore per farmi ripartire sprintosa nel caos delle relazioni.

«In un mondo dove si sta insieme senza sesso, si scopa senza stare insieme e ti tieni la maggior parte dei tuoi compagni di letto come amici molto dopo che avete smesso di scopare, cos’è che davvero definisce una relazione?» (Carrie,  Sex & the city, #4.03)

Lottare contro i mulini al vento

Sono molto impegnata in una lotta contro soluzioni tanto facili quanto inutili che il mio cervello mi continua a proporre.

Città aperta

Dentro SAN SALVI c’è la storia di molte persone, c’è dentro gli occhi di chi è stato oppresso, contenuto, violentato… c’è la perdita della “liberazione” più che della libertà (parola che ormai ha perso la sua vera identità). San Salvi dovrebbe essere un monumento. Un ammonimento che ci aiuti a non ricadere in un errore così grosso.

Ma ormai è tutto all’incovercio, e se vogliamo trovare la salvezza, forse dovremmo barricarci in San Salvi… che è diventata una città aperta circondata da una chiusa. Firenze è mura e barricate, a San Salvi invece le cinte le hanno abbattute quasi tutte. E presto forse disgregeranno/abbatteranno/modificheranno/cancelleranno i segni di quel manicomio. Come già han fatto alle murate. Nasconderanno questa onta. Così la gente dimenticherà e gli sembrerà più normale che riapra ciò che soltanto 10 anni fa ha chiuso…

Cercando risposte a domande che non so…

Ho una disarmante abilità a complicarmi l’esistenza oltre il necessario! Me ne sto convincendo sempre più. E adesso mi sento un po’ come se fossi incastrata in una ragnatela di idee, soluzioni semplici e complesse, fatti avvenuti e che potrebbero avvenire o non avvenire e non ci capisco davvero più niente! In modo abbastanza definitivo, direi.

Alla grande! Proprio quello che mi ci voleva… vorrei qualcuno capace di semplificarmi la vita e invece mi trovo ogni volta in situazioni che mi appesantiscono sempre più. Perché a volte prevale la stanchezza e l’idea di cadere in braccia conosciute non dispiace più di quel tot, ma so che non è così che funziona, che son troppe le diversità.

Costanza…

Quanto è durata la mia geniale idea di scrivere tutti i giorni? 😛