Prendimi

Sono strana, particolare.
Sono una persona fisica (ho bisogno di sentire gli altri).
Sono “l’antitesi di una sintesi che manca”.
Sono colorata (a quanto pare fin troppo colorata), bipolare (passo dall’entusiasmo eccessivo al pessimismo, ma prevale l’eccessivo entusiasmo).
Sono “un personaggio”.
Sono… sono… sono… come è facile buttare lì parole, sono tutte le vostre proiezioni del cavolo, ma sono anche una donna che ha voglia di amare, che cerca il coraggio di buttarsi, andare oltre, cercare di capire se può dare e ricevere qualcosa da chi ha di fronte, senza preconcetti e remore, nonostante tutto e tutti. Cercando di prendere ciò che di bello c’è nell’altro, cercando di dare ciò che di bello ha all’altro. Cercando di esserci. Cercando di sentire le farfalle nello stomaco perché solo con le farfalle nello stomaco ci si può sentire vivi, in un mondo in cui vedere il bello è sempre più difficile.
Scegliere di puntare sui sentimenti invece che sulla ricerca di una identità lavorativa impossibile da trovare!
Sono questo. Sono io! Prendere o lasciare.

Mi piace

Mi piace scegliere le foto e leggere i tuoi consigli.

Mi piace cucinare un dolce per rendere speciale una giornata.

Mi piace quando tu mi proponi qualcosa perché hai pensato a me.

Mi piace quando mi abbracci per chiedermi scusa perché non avevi capito nulla riguardo il mio invito e pensavi di non venire, invece alla fine ci sarai! E mi piace che ci sarai!

Mi piace quando ballo il tango con te, che mi sbatacchi in qua e là come fossi una bambola e io sento che posso fidarmi e non mi farai male,  perché sei attento.

Mi piace essere accolta in quell’abbraccio forte mentre gioco a fare finta di incontrare una persona che è tanto non vedo (e che fa male pensare).

Mi piace quando riesco a trattenere a stento le risate durante gli esercizi di improvvisazione.

Mi piace creare un momento speciale anche se mi sento allo stesso tempo vergognosa nel farlo.

Mi piace sentirmi dire “tu sei pazza!”.

Mi piace sentirmi dire che l’idea è stata buona.

… sono tanti i TU, ma uno solo è il MI 🙂

Domande pericolose

La gente talvolta non si rende conto di ciò che chiede.

Questa falsa divisione tra puttane e spose

“Cerchiamo di non mettere delle etichette che ci facciano sentire meglio, cerchiamo di affrontare la realtà vera. Non distinguiamo la donna dall’uomo, la puttana dalla santa secondo alcuni stereotipi medievali. Lo so che ci fanno stare meglio, che non ci fanno confondere, che sapere che una donna si comporta così e un uomo cosà (come da anni ci insegnano i famosi manuali che vanno tanto di moda) è bello e rassicurante, ma non è così. Non è la realtà delle cose.” (direttamente da un post di “Diario di una squillo“)

Domande e Punti fermi sull’amore

Domande:
– come nasce un amore?
– come muore un amore?
– come si capisce che un amore è un amore?

Punti fermi:
– condivisione degli spazi
– passioni comuni
– curiosità dell’altro

Magneti

Stavo pensando all’effetto calamita, e cercando approvazioni alle mie teorie ho incappato in una teoria secondo cui l’uomo vestito di rosso fa da calamita in quanto le donne pensano, inconsciamente, che essi sian più potenti e ricchi (e dunque di status sociale elevato). Addirittura in uno degli articoli si dice che “anche fra i primati come i babbuini il rosso presente sulle parti intime significa potere e capacità di difendere compagna e prole” (click).

Chissà quanto ci sarà di vero in questo. Cmnq stasera, parlando con un amico delle relazioni (non per forza continuative) stavo ragionando sul fatto che non capisco perché il semplice allontanamento fisico di una delle persone coinvolte dall’altra, portasse alla successiva ulteriore vicinanza di quest’ultima, come se si trattasse della danza di due magneti. Danza non ricercata, per giunta!

Asincronismi

Forse pensare non semplifica le cose… semplicemente le complica!

Il problema nei rapporti, alla fine, è l’asincronia. E’ difficile pensare di pari passo. Bene o male la decisione la prende uno, spesso a targhe alterne, oppure ad alzata di mano.

…e va bene così… o forse va male… sinceramente non riesco a capire la differenza!

Certo ci penso che sarebbe sicuramente stato diverso senza tutto quel bagaglio di conoscenza reciproca alle spalle che secondo me, in certi casi, invece di essere una agevolazione diviene solo un peso. Ma poi in realtà so che non sarebbe stato. Perché quel bagaglio è stato rampa di lancio e cuscinetto e salvagente.

E so che questa cosa deve essere l’interruttore per farmi ripartire sprintosa nel caos delle relazioni.

«In un mondo dove si sta insieme senza sesso, si scopa senza stare insieme e ti tieni la maggior parte dei tuoi compagni di letto come amici molto dopo che avete smesso di scopare, cos’è che davvero definisce una relazione?» (Carrie,  Sex & the city, #4.03)