Il passato è passato…

Ho deciso che il passato è passato ed è giusto che resti dove è: nel mio archivio. Quindi se e quando scriverò… parlerò della me di oggi. O della me di ieri, ma con parole d’oggi! ^_^

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La via dell’artista

Devo ritrovarmi. Devo cercare di non. Punto.

Ricomincio. Oggi. (anche/da) qui (forse).

Mi piace

Mi piace scegliere le foto e leggere i tuoi consigli.

Mi piace cucinare un dolce per rendere speciale una giornata.

Mi piace quando tu mi proponi qualcosa perché hai pensato a me.

Mi piace quando mi abbracci per chiedermi scusa perché non avevi capito nulla riguardo il mio invito e pensavi di non venire, invece alla fine ci sarai! E mi piace che ci sarai!

Mi piace quando ballo il tango con te, che mi sbatacchi in qua e là come fossi una bambola e io sento che posso fidarmi e non mi farai male,  perché sei attento.

Mi piace essere accolta in quell’abbraccio forte mentre gioco a fare finta di incontrare una persona che è tanto non vedo (e che fa male pensare).

Mi piace quando riesco a trattenere a stento le risate durante gli esercizi di improvvisazione.

Mi piace creare un momento speciale anche se mi sento allo stesso tempo vergognosa nel farlo.

Mi piace sentirmi dire “tu sei pazza!”.

Mi piace sentirmi dire che l’idea è stata buona.

… sono tanti i TU, ma uno solo è il MI 🙂

Mostri halloweeniani

Halloween dovrebbe essere un po’ come carnevale, invece il mio Halloween mi è apparso più come Capodanno, quando ti ritrovi a fare il consuntivo. Oggi per una serie di casi è stato il giorno del consuntivo.
(Che poi non abbia idea che la parola esatta sia proprio “consuntivo” in quanto ignoro il significato di tale parola, ma adesso non abbia voglia minimamente di cercarla, questo è un altro discorso).
Il perché mi sia ritrovata proprio oggi a tirar le fila è un po’ lungo e faticoso e personale da spiegare. Diciamo che c’entrano di mezzo diversi fattori tra cui un percorso di teatroterapia e una cazzata reiterata giusto ieri sera.
Dunque oggi in una telefonata fiume chiarificatoria mi son ritrovata a parlare del perché, percome, perquando etc. di tutto il periodo. A parlare di me e analizzare, ancora, le cose.
Concludendo che il mio stronzissimo mostro è la paura di ritrovarsi sola. Di non trovare MAI PIù nessuno (amorosamente parlando) con cui condividere il cammino. E di non capire nemmeno il perché. E di reagire con uno stato d’ansia che mi porta a fare mille cose in mille direzioni e nonostante ciò pensare di non far niente, sentirmi immobile.
Il fine settimana poi, è il momento peggiore. Perché mi sale l’ansia da “che mi invento stasera?” e ho sempre paura di non trovare nessuno per uscire e mi sento stupida ad uscire da sola. Che è una cosa tutta mia, in effetti. Perché magari nessuno penserebbe che sono una sfigata perché esco da sola. Ma io lo penso e questo mi basta a farmi stare male.
Insomma un gran bel casino!

Lottare contro i mulini al vento

Sono molto impegnata in una lotta contro soluzioni tanto facili quanto inutili che il mio cervello mi continua a proporre.

Costanza…

Quanto è durata la mia geniale idea di scrivere tutti i giorni? 😛

CVD

Decisamente scrivere tutti i giorni non è nelle mie corde.

Oggi riordinare le idee mi viene più difficile, sarà il caldo incessante o il ritmo sonno veglia completamente sbarellato. O ancora il fatto che sono in un periodo di ipercriticità, pieno di domande e lotte e pochi risultati raggiunti.

Fare cose senza senso dona un senso alle cose?

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Write every day isn’t for me.

Today arrange my idea is more difficult. Maybe the heat, maybe my sleep waking. Or for my hypercriticism, more question and fight and few results.

make nonsense gives a sense of things?

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