Mi piace

Mi piace scegliere le foto e leggere i tuoi consigli.

Mi piace cucinare un dolce per rendere speciale una giornata.

Mi piace quando tu mi proponi qualcosa perché hai pensato a me.

Mi piace quando mi abbracci per chiedermi scusa perché non avevi capito nulla riguardo il mio invito e pensavi di non venire, invece alla fine ci sarai! E mi piace che ci sarai!

Mi piace quando ballo il tango con te, che mi sbatacchi in qua e là come fossi una bambola e io sento che posso fidarmi e non mi farai male,  perché sei attento.

Mi piace essere accolta in quell’abbraccio forte mentre gioco a fare finta di incontrare una persona che è tanto non vedo (e che fa male pensare).

Mi piace quando riesco a trattenere a stento le risate durante gli esercizi di improvvisazione.

Mi piace creare un momento speciale anche se mi sento allo stesso tempo vergognosa nel farlo.

Mi piace sentirmi dire “tu sei pazza!”.

Mi piace sentirmi dire che l’idea è stata buona.

… sono tanti i TU, ma uno solo è il MI 🙂

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Preselezione naturale per concorsi pubblici

Propongo una preselezione naturale ai concorsi:

  • tutti quelli che fuori, mentre aspettano di entrare, cominciano a spingere perché vogliono assolutamente entrare, come se rischiassero di essere chiusi fuori quando siamo ancora tutti lì… li manderei a casa, direttamente senza passare dal via! Che ti spingi, mi domando, tanto prima di cominciare ci fanno entrare tutti!!!
  • quelli che quando entrano dopo aver preso la scheda candidato, la scheda delle risposte e il foglio delle istruzioni, iniziano subito a lamentarsi che non gli hanno consegnato questo e quello senza premurarsi di leggere prima le istruzioni…. li manderei a casa, direttamente senza passare dal via! E’ consigliabile leggere (e ragionare) prima di aprire bocca;
  • quelli che interrompono in maniera stupida ed inutile con borbotto elevato le parole del presidente di commissione quando finalmente, dopo ore che siamo chiusi dentro,  ci inizia a dare le istruzioni per cominciare il nostro test… li manderei a casa, direttamente senza passare dal via!

Detto questo: odio le leggi! A questo concorso c’erano troppe leggi ed è assurdo che ad una preselettiva di un luogo (l’Italia) dove le leggi non vengono rispettate nemmeno da chi ci governa, si debba selezionare la gente rispetto alla memoria che ha riguardo le leggi!!!

Mostri halloweeniani

Halloween dovrebbe essere un po’ come carnevale, invece il mio Halloween mi è apparso più come Capodanno, quando ti ritrovi a fare il consuntivo. Oggi per una serie di casi è stato il giorno del consuntivo.
(Che poi non abbia idea che la parola esatta sia proprio “consuntivo” in quanto ignoro il significato di tale parola, ma adesso non abbia voglia minimamente di cercarla, questo è un altro discorso).
Il perché mi sia ritrovata proprio oggi a tirar le fila è un po’ lungo e faticoso e personale da spiegare. Diciamo che c’entrano di mezzo diversi fattori tra cui un percorso di teatroterapia e una cazzata reiterata giusto ieri sera.
Dunque oggi in una telefonata fiume chiarificatoria mi son ritrovata a parlare del perché, percome, perquando etc. di tutto il periodo. A parlare di me e analizzare, ancora, le cose.
Concludendo che il mio stronzissimo mostro è la paura di ritrovarsi sola. Di non trovare MAI PIù nessuno (amorosamente parlando) con cui condividere il cammino. E di non capire nemmeno il perché. E di reagire con uno stato d’ansia che mi porta a fare mille cose in mille direzioni e nonostante ciò pensare di non far niente, sentirmi immobile.
Il fine settimana poi, è il momento peggiore. Perché mi sale l’ansia da “che mi invento stasera?” e ho sempre paura di non trovare nessuno per uscire e mi sento stupida ad uscire da sola. Che è una cosa tutta mia, in effetti. Perché magari nessuno penserebbe che sono una sfigata perché esco da sola. Ma io lo penso e questo mi basta a farmi stare male.
Insomma un gran bel casino!

Fallin’

Ho fin paura a dirlo, ma forse mi sto innamorando.

O forse sono solo innamorata dell’amore.

O forse per sfuggire da un’altra situazione mi sto buttando in questo ipotetico amore (tra l’altro non sapendo nemmeno se è corrisposto) con un ragazzo più piccolo di me di 7 anni, che probabilmente sarà a sua volta innamorato di una ragazzina di 7 anni più piccola di lui?

Aiuuuuuuuuuto!!!

Domande pericolose

La gente talvolta non si rende conto di ciò che chiede.

Fondamentalmente voglio ciò che non posso avere.

Qualcuno che il giorno dopo averti lasciata sotto casa che stavi male, ti mandi un messaggio per chiederti se ti sei ripresa. Il messaggio, in effetti, è arrivato. Ma la persona non è libera.

Mentre la persona libera che mi ha riaccompagnata a casa ieri sera e che a detta di molti “ci provicchia” è stata di nuovo risucchiata nel buco della sua solitudine.

 

Mi viene da piangere…

Oggi è il 4 ottobre. Il che vuol dire che sono passati 3 mesi dall’ultimo giorno di lavoro saltuario presso la scuola in cui facevo la docente. Tale scuola ha ancora da darmi gran parte dei soldi del mio lavoro di anno scorso.

Attualmente non sto lavorando, non per scelta, ma per crisi. Quella cosa che dicono noi trentenni di oggi ci stiamo inventando, che ci dicono essere superata una volta a settimana, etc etc.

Ho anche cercato come babysitter, ma non si sta muovendo nulla neppure lì. Perché anche lì, come per tutti gli altri lavori, ci si muove per conoscenza. E io le mamme con bambini che conosco o hanno i nonni o già hanno la babysitter.

Stanotte non riuscivo ad addormentarmi, corrosa dall’ansia del bisogno di avere dei soldi per pagarmi le varie attività che sto facendo e a cui non posso rinunciare se non voglio evitare di entrare realmente in depressione.

Cerco di tenermi attiva come posso:  seguo due gruppi teatrali, uno più legato alla cittadinanza attiva, l’altro a carattere più psicologico;  faccio parte di un coro da poche settimane, nonostante non abbia mai cantato in vita mia (ci vado più per presenziare, diciamo, e far gruppo, che per altro…); seguo un corso di espressione libera, arteterapia, o qual dir si voglia; creo bigiotteria, e la metto pure in vendita, ma la concorrenza è spietata; faccio foto e con due miei amici ho pure fatto una mostra e adesso stiamo pure tentando di esportarla in qualche locale o circolo… però in tutto ciò, alla fine, sono più le spese dei guadagni e così mi ritrovo a sentirmi salire l’ansia e non sentirmi adeguata… il fiato si fa corto e l’ansia sale. Inesorabilmente.

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